Sicilia “Matriterra” di storia, ma di turismo?

“Sicilia terra mia…Triangolo di pace in mezzo al mondo. Aulentissimo amato amore. Bandiera liberata nel vento. Madreterra. Sei l’illuminante sorriso. Sei la montagna di cuore e ricchezza. Con l’universo non ti cambierei! Madreterra di Uomini e Dei. Sicilia terra mia un sole onesto che non ha tramonto! Sicilia sei così… il paradiso è qui! Tra le tue braccia è nata la Storia”
L’inno regionale della regione siciliana esalta la Sicilia come “Madre di uomini e dei”.
Evoca la bellezza del paesaggio, il sole, il mare e la fertilità della terra, spesso associati ai simboli della Trinacria (spighe di frumento).
Riconosce la Sicilia come culla di civiltà, dove si sono incrociate diverse culture nel corso dei secoli.
Ci spinge ad un senso di appartenenza alla nostra “Matriterra”
La Sicilia infatti è riconosciuta come una delle regioni italiane con la maggiore concentrazione di beni culturali, spesso citata per possedere una frazione significativa circa un 1/3 in termini di densità di siti archeologici e monumentali dell’intero patrimonio culturale italiano.
Testimoniata questa ricchezza da i 7 siti UNESCO, parchi archeologici e beni immateriali, ma non vive di turismo.
Allora perché il Turismo non è il principale motore dell’economia siciliana?
Esso rappresenta circa il 4,2% dell’economia siciliana.
Lo dicono i dati del rapporto di Prometeia e Unicredit in collaborazione con Federalberghi Sicilia pubblicato nei giorni scorsi, che indaga sui numeri del comparto: il turismo in sicilia non va bene.
Una difficoltà testimoniata dagli arrivi negli aeroporti dell’isola, in solo moderato incremento nel 2025 a 23 milioni di passeggeri, ma con un calo dell’1,7% degli italiani (a fronte di una stabilità a livello nazionale e di una crescita in Puglia e Sardegna) e nonostante un incremento degli stranieri (+5,1% a 8,3 milioni), inferiore però è il dato nazionale (+7,6%) quanto quello delle altre due regioni (sopra al +13% in entrambe).
Lo dicono anche i dati dello stesso assessorato regionale al Turismo del biennio 2023-2024 per il 2025 delle 9 provincie regionali.
Nel 2024 si sono registrati oltre 7 milioni di arrivi e oltre 22 milioni di pernottamenti.
Nel 2025, le presenze hanno superato i 22 milioni, evidenziando una crescita continua, in particolare della componente internazionale.
I turisti stranieri crescono del +44,5% solo in alcune aree come Palermo.
La maggior parte dei flussi si concentra nelle province di Messina (29,2% delle presenze) e Palermo (20,8%), confermando una forte disuguaglianza territoriale, ed infatti alcune provincie registrano valori negativi.
Il dato che emerge con molta evidenza attiene il settore extra-alberghiero che mostra una crescita (+0,6% strutture), con agriturismi (+27,8%) e affitti brevi in aumento, mentre si registra un calo nei B&B e degli alberghi.
Un risultato inferiore a quello medio italiano, dove la componente domestica ha confermato i valori del 2024 e quella straniera è cresciuta solo del 4,2%.
Se andiamo a guardare altre regioni come la Toscana, il turismo genera circa il 10,7% – 10,9% del consumo turistico e delle presenze nazionali, confermandosi una delle regioni leader in Italia.
Tra le altre regioni oltre la Toscana, leader per presenze turistiche in Italia, rappresentando oltre il 58% del totale nazionale spiccano Veneto, Trentino-Alto Adige, Lombardia e Lazio.
“Sicilia sei così… il paradiso è qui! Tra le tue braccia è nata la Storia”, ma non il turismo!!!!!

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